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L’Ottocento e l’Unità d’Italia

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L’Ottocento e l’Unità d’Italia

Nell’Ottocento, con la nuova riforma amministrativa, Noto perse il ruolo di capovalle, che passò a Siracusa. Tuttavia nel 1837, a causa del moto carbonaro di Siracusa, Noto divenne capoluogo di Provincia, e nel 1844 anche Centro di una diocesi. Nel 1848 scoppiò la rivolta massonica siciliana e Noto vi partecipò. L’anno dopo venne sedata ed il netino Matteo Raeli, ministro del governo rivoluzionario, andò in esilio a Malta.

Nel 1861 Noto, dopo l’invasione di Giuseppe Garibaldi, entrò a far parte del Regno d’Italia, conservando inizialmente il titolo di capoluogo di provincia, poi restituito a Siracusa nel 1865. Nel 1870 fu inaugurato il Teatro Comunale; l’esiliato Matteo Raeli fu nominato ministro di Grazia e Giustizia e dei Culti della nuova nazione. Intorno al 1880 a Noto fu edificata la stazione ferroviaria.